La leggenda della signura LETA

La leggenda della signura LETA

Cari Salentini, questa mattina, ci siamo svegliati con la voglia di raccontarvi una leggenda molto particolare, che ancora oggi ha il suo fascino…La leggenda della Signura Leta!

Eh già, crediamo proprio di averti incuriosito!

Devi sapere che è una leggenda del territorio brindisino!

Il comune di Mesagne, in provincia di Brindisi, sembrerebbe essere molto interessato da leggende legate al mondo spiritico, in poche parole a fantasmi. Sei mai stato a Mesagne? Vorresti saperne di più?

 Un tempo, una giovane donna di Mesagne (l’origine è chiaramente diversa di paese in paese) era innamorata di un bel giovane del posto, che ricambiava.

Il loro amore, come spesso accadeva (e in onore giustamente delle leggi che regolano la narrazione), era però contrastato dai fratelli della donna che ostinatamente si opponevano al matrimonio dei due giovani innamorati.

I due giovani pensarono di porre gli ostinati fratelli di fronte al fatto compiuto  attuando una fuga d’amore e rifugiandosi in una casa di campagna.

     I fratelli non sopportarono l’offesa e le inevitabili dicerie dei paesani e decisero di scovare i due giovani per dar loro una solenne punizione e lavare così l’offesa arrecata al nome dalla sorella.

Cercarono quindi in molte case di campagna e alla fine i terribili fratelli scoprirono il rifugio dei due giovani amanti e vi si recarono con intenzioni omicide…Inquietante, vero?

I due giovani, forse avvertiti o accortisi dell’arrivo dei fratelli di lei ed intuite le reali intenzioni, tentarono di nascondersi.

   Qui la leggenda popolare mesagnese afferma in alcune varianti di paesi limitrofi il giovane amante fu subito ucciso dai malvagi fratelli di lei, mentre con coraggio tentava di difendere la sua donna; in altre, invece, il giovane fa la stessa fine dell’amante.

    La povera donna, comunque, spaventata e sorpresa di tanta malvagità cercò di trovare rifugio nel forno adiacente all’abitazione, per evitare che i fratelli la uccidessero.

Nella fretta però la giovane donna perse una scarpa che non riuscì a raccogliere per l’arrivo improvviso dei fratelli. La vicinanza della calzatura al forno fece capire ai fratelli dove si era nascosta la donna. Pensarono allora di appiccare il fuoco alle fascine, alli sarcini, che copiose ostruivano il forno e dietro le quali la donna aveva trovato rifugio. Forse i fratelli volevano indurre la sfortunata sorella ad uscire o forse avevano realmente intenzione di punirla in modo atroce. Fatto fu che la giovane morì arsa viva, gridando tutta la sua disperazione e maledicendo i suoi empi fratelli.

Il suo fantasma, vestito, com’è logico aspettarsi in questi casi, di bianco (in alcuni varianti con l’abito da sposa) e con una sola scarpa sarebbe apparso a molti, specialmente durante alcune “particolari “ notti e in fabbricati abbandonati di campagna.

     Secondo quanto raccontato dai malcapitati spettatori, il fantasma era solito mostrarsi affacciato ad una finestra mentre il suo bianco spettrale illuminava la notte. La Signura Leta si manifestava sempre per terrorizzare e da ciò, forse, l’appellativo chiarito precedentemente.

    E’ incredibile mio caro turista come certe leggende possano ancora affascinare il territorio meridionale!

Sono fatti inquietanti ed interessanti, ma non preoccuparti…E’ solo una leggenda!

A presto!

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